Film IL BENE MIO

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Dal 4 Ottobre 2018 sarà proiettato nei migliori cinema italiani il film “IL BENE MIO” girato in gran parte nel Centro Storico di Apice con la comparsa di diversi Cittadini Apicesi.

 

 


IL BENE MIO

Una  fiaba  ricca  di  soffitte  e  di  segreti,  una  medicina  preziosa  che  sottolinea  il  valore  del recupero e della memoria.

Un  film  di  Pippo  Mezzapesa  con  Sergio  Rubini,  Sonya  Mellah,  Teresa  Saponangelo,  Dino  Abbrescia, Francesco De Vito, Michele Sinisi, Caterina Valente. Genere Drammatico durata 94 minuti. Produzione Italia 2018.

Uscita nelle sale: giovedì 4 ottobre 2018

Legato  al  ricordo  della  moglie  scomparsa,  un  uomo  è  l’unico  rimasto  a  custodire  la  memoria  di  un paesino distrutto dal terremoto.
Paola Casella – www.mymovies.it

 

Elia è l’ultimo abitante di Provvidenza, un paese fantasma nella campagna pugliese i cui abitanti, dopo un  devastante  terremoto,  si  sono  trasferiti  al  paese  nuovo.  Ma  Elia  non  molla:  “Questa  è  casa  mia”, ripete ostinatamente, e si strugge nel ricordo della moglie Maria, la maestrina di Provvidenza deceduta a  causa  del  terremoto.  I  suoi  unici  contatti  umani  sono  con  il  migliore  amico  Gesualdo,  che  gestisce un’agenzia  di  viaggi,  e  con  Rita,  ex  collega  di  Maria,  che  porta  ad  Elia  viveri  e  notizie.  Il  sindaco  di Provvidenza Nuova, che è anche suo cognato, è il più deciso ad allontanare Elia dal paese vecchio, al punto da richiedere l’intervento della forza pubblica e far edificare un muro intorno all’abitato, con tanto di  filo  spinato.  Ma  proprio  quando  Elia  sta  per  essere  circondato,  all’interno  di  Provvidenza  Vecchia comincia  ad  avvertire  una  presenza:  sarà  il  fantasma  di  Maria,  venuto  a  riprendersi  il  suo  cocciuto marito?

‘Il  bene  mio’  è  il  secondo  lungometraggio  di  finzione  di  Pippo  Mezzapesa  dopo  ”Il  paese  delle  spose infelici” e prosegue nello scavare dentro le sue radici pugliesi per dissotterrare una memoria condivisa.

La  struttura  del  racconto,  nonostante  il  realismo  apparente,  è  quella  della  fiaba:  una  fiaba  ricca  di soffitte nascoste, presenze misteriose e segreti da scoprire. Se Pinuccio Lovero, protagonista dei due mockumentary  girati  da  Mezzapesa  (e  presente  ne  ‘Il  bene  mio’  con  un  cammeo),  voleva  fare  il becchino  in  un  luogo  dove  non  moriva  più  nessuno,  Elia  si  autoelegge  custode  della  memoria  di  una comunità  dove  i  morti  sono  stati  fin  troppi:  perché  “ricordare  bisogna”,  e  si  deve  ricostruire  ciò  che  è crollato, invece di inventarsi un paese nuovo e senza storia.

Nell’Italia  dei  terremoti,  ‘Il  bene  mio’  è  medicina  preziosa  per  chi  ha  dovuto  lasciare  i  propri  luoghi  e rifugiarsi “in terra sconsacrata”, perché sottolinea il valore del recupero invece che della rottamazione, e mostra bene come l’identità delle persone abbia molto a che fare con il posto fisico in cui sono nate e cresciute, anche se è un paesino in cui “non succede mai niente”. Elia sa qual è la cosa giusta da fare, anche se la sua ragione d’essere risulterà completamente chiara solo alla fine della storia.

‘Il bene mio’ è soprattutto una prova d’attore per Sergio Rubini, che presta la sua fisicità pinocchiesca al personaggio  di  Elia  rendendolo  tragicomico  e  straziante.  La  sua  interpretazione  è  animata  da un’indignazione reale a stento trattenuta, la sua magrezza e i suoi movimenti nervosi corrispondono ad un personaggio consumato dalla nostalgia e dal ricordo.

Accanto  a  lui  i  sempre  affidabili  Dino  Abbrescia  e  Teresa  Saponangelo  nei  ruoli  di  Gesualdo  e  Rita, entrambi àncore concrete alla vita e incarnazioni della necessità di andare avanti, altrettanto importante (se interpretata con saggezza) del rimanere fedeli ai ricordi.

Tratto da www.mymovies.it

 

 

 

 

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